Lo scorso ottobre si è ufficialmente concluso TINCA (Veneto Region, FSE 2010—2121-2015), un progetto finanziato nell’abito del Fondo Sociale Europeo (FSE) che ha avuto come obiettivo la realizzazione di un impianto pilota di acquaponica nell’Oasi WWF di Valle Averto (Campagna Lupia, Venezia). Il sistema, costruito all’interno di una piccola serra, è costituto da due sotto-sistemi che lavorano in parallelo,rispettivamente un DWC (Deep Water Culture) e un MFB (Media-Filled Bed). Le specie utilizzate nell’ambito delle attività di ricerca sono state la lattuga (Lactuca sativa) e la tinca (Tinca tinca). La scelta della tinca è stata principalmente dovuta al fatto che questa è una specie sicuramente poco utilizzata in acquaponica ma che al contempo potrebbe essere caratterizzata da un’interessante nicchia di mercato. Infatti, seppur difficile da trovare in commercio, la tinca è uno dei rari esempi di prodotti DOP per il settore dell’acquacoltura italiana (Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino DOP). Inoltre, in questo caso specifico, si è deciso di allevare questa specie ittica, autoctona nel territorio del Veneto, a scopo di ripopolamento.
Una volta realizzato il sistema, le attività di ricerca sono state portate avanti per 6 mesi, durante i quali sono stati raccolti tutti i dati necessari al fine di valutare l’idoneità della tinca come specie target per l’acquaponica e caratterizzare il sistema pilota in termini di sostenibilità ambientale ed economica. Per quanto riguarda il primo punto, la tinca si è dimostrata essere una specie interessante per l’acquaponica, in quanto sono stati riscontrati un’ottima resistenza in relazione a fattori di stress ambientale (temperatura, accumulo di nutrienti…) e un buon tasso di crescita (FCR = 1,3).

La sostenibilità ambientale ed economica del sistema pilota è stata valutata attraverso l’applicazione dell’analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment – LCA) e l’analisi dei costi (Life Cycle Costing – LCC). Seppur con validità limitata a questo specifico caso, i risultati ottenuti hanno mostrato come gli impatti ambientali di questo impianto pilota di acquaponica siano estremamente limitati. In termini di CO2, le produzioni sono state caratterizzate da un basso livello di emissione se paragonate a quelle di altri comuni alimenti.

Per quanto riguarda invece la sostenibilità economica, l’analisi LCC ha mostrato come i costi di produzione siano decisamente troppo elevati, con un costo di 4,77 euro per kg di insalata prodotto. La prima voce di spesa è sicuramente il lavoro, che rappresenta circa il 73% dell’intero costo di produzione, seguito dal costo del mangime (12%) e da quello dei materiali (10%). Tuttavia, durante la sperimentazione, è stato osservato un accumulo di nutrienti all’interno del sistema, cosa che sembrerebbe suggerire la possibilità di coltivare una maggior quantità di vegetali mantenendo la stessa biomassa in vasca. Pertanto, in riferimento a questo ipotetico scenario, è stata realizzata un’ulteriore analisi LCC che ha mostrato come, in questo caso, il costo totale di produzione della lattuga calerebbe di circa il 50%.

A.A. Forchino