La storia che vi raccontiamo oggi è la storia di tre giovani con la passione per l’orto e per i pesci e di un paio di amici che hanno dato loro una mano, che messi insieme non potevano che approdare ad una coltivazione l’acquaponica.

Siamo a Verbania, una cittadina di trentamila abitanti sulla sponda piemontese del Lago Maggiore. E’ una città di lago, che fu anche in passato un luogo di pescatori (nei paraggi rimane ancora un’isola a loro intitolata) ma è anche una città di famosi giardini e nella quale l’economia floricola recita ancora un ruolo importante.

In uno spazio dedicato ad orto tradizionale i nostri giovani hanno saputo ritagliarsi un’area nella quale impiantare una coltura acquaponica. Avevano già letto il manuale della FAO in rete prima di trovarlo sul sito di “Akuadulza” e solo casualmente sono venuti a conoscenza che il Presidente dell’associazione abitava nei paraggi e dunque hanno avuto modo di avere dei confronti diretti.

Una grande azienda alimentare ha fornito loro gratuitamente i contenitori IBC, comunemente chiamati “cisternette” e si sono messi al lavoro. Qualche settimana di attività in cui i nostri protagonisti hanno messo insieme le loro differenti competenze, Federico ad esempio ha una laurea triennale in Scienze Naturali e Eugenio, che lavora nel campo, ha adattato alle nuove esigenze dapprima una pompa di lavatrice e poi quella di una lavastoviglie, un contatto WhatsApp per risolvere gli inevitabili dubbi ed imprevisti e l’acquaponica ora è finita e funzionante. Così sono andate le cose nella sfera privata in cui le persone decidono di rimboccarsi le maniche e fare da sé.

Altra musica se si decide di avere a che fare con le Istituzioni, anche con quelle, come il Comune, che dovrebbero aver a che fare più da vicino con i cittadini. La città è la stessa ma qui un gruppo di cittadini, prevalentemente giovani, individua un’area degradata un un quartiere popolare decide di presentare un progetto nell’ambito del bilancio partecipato per realizzare un orto civico 2.0, in parte tradizionale, in parte acquaponico, in un’area agricola ora dismessa. Lascio a voi immaginare come è andata a finire, ma se volete saperne di più la storia l’avevamo raccontata anche noi.

Alla fine il Comune non ha neppure ammesso il progetto alla votazione popolare e ha realizzato, un orto civico comunale

e ha fatto un bando per l’assegnazione degli undici posti previsti, è riuscito ad assegnarne solo 10, sarà forse perché  l’orto è in una posizione che d’estate è all’ombra delle piante,

mentre d’inverno, quando cadono le foglie, l’ombra è assicurata da una piccola montagna situata immediatamente a Sud e che, essendo il Sole più basso sulla linea dell’orizzonte ne impedisce l’irraggiamento. Il torrente nelle vicinanze e l’umidità che ne deriva alimenta, d’estate le malattie fungine e d’inverno favorisce il gelo delle colture.

Di seguito vi mostriamo altre foto scattate tutte il primo giugno che mostrano un orto urbano invaso dalle erbacce senza neppure una piantina di natura orticola

Dalla protezione sembrerebbe che piova anche nella casetta degli attrezzi

L’albero che vedete al centro dell’orto è un frassino, a parte l’irrazionalità di lasciare una pianta al centro di un orto, questa presenza ci dice due cose:

  • che è stata sacrificata un’area verde per realizzare l’orto civico
  • che la zona è particolarmente umida, come si sostiene nel post, perchè è in queste condizioni pedoclimatiche che il frassino dà il meglio di sé (evidentemente altrettanto non si può dire per le piantine da orto)

 

In altri Paesi per fortuna le cose vanno diversamente …

La considerazione finale possiamo trarre da questo raffronto è che chi per seguire una propria passione agisce in proprio, se è ben determinato, raggiunge il suo obiettivo, chi per scelta civile o perché non ha altre strade interagisce con certa Pubblica Amministrazione non va da nessuna parte e deve adattarsi ad accedere (se riesce) a scelte non condivise, più costose e calate dall’alto. Non sono forse anche queste distorsioni del sistema che fanno venire meno il senso civico e la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica?