Sono quattro le parlole che compongono il titolo di questo post, giocando con le possibili combinazioni a due a due fra di loro si possono scoprire dell cose interessanti, proviamoci …

Pesci nel piatto: è la combinazione più usuale, almeno per chi vive non lontano dal mare (ormai anche per coloro che abitano lontano dalle coste). I vecchi ricordano che passavano per le vie delle città i venditori ambulanti che offrivano stoccafisso, baccalà e acciughe sotto sale, erano quelli i pesci con i quali le massaie avevano più confidenza fino alla fine degli anni cinquanta. Pur vivendo in una città di lago, quando chi scrive era bambino il pesce non era mangiato abitualmente ma una spinta decisiva al consumo di pesce è arrivata dell’effetto combinato di due elettrodomestici: la televisione e il congelatore. Negli anni sessanta fanno la loro apparizione nel piatto degli italiani, prima i filetti di merluzzo e poi i bastoncini! Il resto è cronaca, nei supermercati è oggi possibile reperire ogni tipo di pesce, fresco o congelato, è solo questione di costi e di gusti!

Alghe nel piatto: l’apparizione delle alghe nel piatto è invece un fatto molto più recente, con l’eccezone per i giapponesi e di qualche altro popolo asiatico. Il consumo di alghe è una combinazione di moda e salute Nori, Wakame, Dulse,  Hijiki, Kanten, Kelp, Klamath, Kombu, Spirulina, Agar Agar, sono alcune di quelle più conosciute, l’ultima utilizzata da decenni come addensante alimentare. Le alghe sono potenzialmente in grado di sfamare milioni di persone e cambiare il modo di fare agricoltura.

Alghe nell’orto (e più in generale in agricoltura): vengono usate come biostimolanti e fertilizzanti. Il termine “biostimolante” viene utilizzato per indicare “sostanze che applicate in piccole quantità promuovono la crescita delle piante” in altre parole “materiali diversi dai fertilizzanti che promuovono la crescita applicati a basse dosi”. E’ possibile fare una prima classificazione  dei biostimolanti in tre gruppi:
– acidi umici
– prodotti contenenti ormoni (es. estratti di alghe)
– prodotti contenenti amminoacidi

Ma passiamo oltre perché non è il caso di scrivere un trattato (rinvio al documento in allegato per gli approfondimenti) affrontiamo la combinazione più ardita.

Pesci nell’orto: sembra impossibile vero!? Che c’azzeccano (come si sarebbe detto nella seconda metà degli anni novanta) i pesci con l’orto? Al massimo viene da pensare a qualche gambusia allevata nelle risaie per cercare di contenere il numero delle zanzare. Invece è possibile combinare l’allevamento del pesce con la coltivazione dell’orto con una tecnica ce si chiama “acquaponica” ecco come funziona:

Per chi volesse approfondire e vedere alcune realizzazioni concrete è disponibile il sito dell’Associazione di Promozione Sociale “Akuadulza”