Dopo il successo della coltivazione dei piselli in acquaponica ho pensato di provare con gli asparagi. Perché gli asparagi è presto detto:

  • in famiglia chi piacciono moltissimo
  • per coltivarli devo dedicare stabilmente un pezzo di orto, realizzando un’aiuola particolarmente rialzata detta “porca” (chissà perchè!)
  • in coltivazione tradizionale richiedono molto lavoro hanno infatti necessità di un diserbo continuativo per tutto l’anno
  • la pianta dell’asparago è a coltivazione poliennale
  • teme gli eccessi di freddo, dunque può trovare un certo vantaggio dalla protezione offerta dalla serra

Come è noto l’asparago impiega qualche anno per entrare in produzione, non si raccoglie quindi nell’anno di impianto come per la maggior parte delle verdure da orto. Ho iniziato piantando delle radici fresche, acquistate in un garden center, invece delle più consuete “zampe” essiccate; non gli avrei dato cinque lire invece dopo qualche settimana hanno iniziato a produrre qualche timido turione che ho lasciato crescere e andare in fioritura come è previsto dalla tecnica di coltivazione del primo anno.

Per tutta l’estate si sono succeduti nuovi germogli “sempre meno “timidi” ed esili che io ho “accompagnato” legandoli con uno spago per evitare che ricadessero sulla coltura delle insalate e del prezzemolo che sono a fianco. L’emissione dei germogli continua ancora adesso, dal momento che il freddo non è subentrato a rallentarli

La coltura in questo momento, prima del riposo invernale si presenta così

Non appena inizieranno i primi freschi dell’autunno (quest’anno la stagione è iniziata solo dal punto di vista astronomico) taglierò la parte aerea delle piante di asparago e lascerò riposare l’aiuola per tutto l’inverno (magari piantandoci qualche cespo d’insalata).

Nella prossima primavera inoltrata ricominceranno a spuntare i turioni, dovrò resistere alla tentazione di raccoglierli perché l’impianto è ancora giovane e potrei comprometterne il successo con prelievi eccessivi. Mi limiterò a qualche timido prelievo, giusto per un risottino, rimandando l’abbuffata alla stagione successiva. Farò invece salire nuovamente la pianta fino alla fioritura e al seme esattamente come ho fatto quest’anno.

Per coloro che fossero interessati alla coltura il consiglio è “stay tuned” non mancherò di postare qualche foto dei tutinoni in fase di crescita già dalla prossima primavera. Se non ci sono problemi e viene tenuta bene la coltivazione si può tenere anche 15-20 anni, ma, tranquilli, non ho intenzione di stalkerarvi per tutto questo tempo sull’argomento.

Mario Brignone

Presidente di “Akuadulza”