Fin dall’inizio, correva l’anno 2011, ho avuto l’esigenza di conciliare la mia passione per l’orto acquaponico con l’estetica del giardino. Certo ho fatto prima alcuni passaggi; dalla fase di “sperimentazione pura” per rispondere alla domanda: sarà vero quello che ho raccolto in rete?

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Sono passato alla fase della “sperimentazione applicata”, per verificare se su superfici più estese il risultato era comunque soddisfaciente

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Superati i primi due step non mi rimaneva la terza fase, quella “irreversibile”: rivoluzionare una parte del giardino in funzione dell’acquaponica. Con mia moglie Lucia si è deciso di realizzare un bacino di forma leggermente ellittica e di tenere e la serra lontano dal laghetto per ragioni estetiche. E’ evidente che quest’ultima scelta è decisamente poco razionale dal punto di vista dell’ottimzzazione del sistema!

Un altro problema che l’acquaponista eretico si trova ad affrontare e quello dell’acqua. Se infatti da un punto di vista delle colture la “limpidezza” è un fattore relativamente importante (a meno che non vi siano sedimi di vario genere che interferiscano con lo sviluppo delle radici) per il laghetto è fondamentale!

Abbiamo pertanto installato una lampada a UV che ha il meritorio compito di stroncare sul nascere la formazione delle alghe, ma anche l’effetto perverso di abbattere il ferro disciolto che invece è fondamentale per lo sviluppo delle colture. Come fare dunque dal momento che il ferro sono costretto ad aggiungerlo sotto forma di chelato perché utilizzo per il circuito l’acqua piovana che raccolgo dal tetto? Per anni l’ho aggiunto settimanalmente all’intero bacino, fino a quando ho avuto l’illuminazione di mettere una di quelle micro mangiatoie per acquario all’inizio della mia vasca di coltura “deep water”.alimentatore

L’idea era quella di far cadere un cucchiaino di chelato di ferro EDTA (che non colora di rosso l’acqua) e anche un pochino di bicarbonato (le piogge sono purtroppo quasi sempre un po’ acide) durante la notte, quando le pompe rimangono ferme.

Un paio di ricircoli interni alla serra spinti da una seconda pompa (a mezzanotte e alle tre) distribuiscono il ferro aggiunto a tutte le colture e solo al mattino, quando le pompe riprendono a girare, entra nuova acqua dal laghetto e la concentrazione di ferro della vasca “deep water” si diluisce, andando nel laghetto e farsi “abbattere” dall’implacabile lampada UV al primo giro di tubo.

Non tutto però è filato liscio, il chelato di ferro è altamente igroscopico, ancor più del bicarbonato e basta l’umidità della sera per impastare la bocca della mangiatoia e impedire l’erogazione della polverina!

Occorreva passare al piano B: ho diluito la miscela di chelato di ferro e bicarbonato in 2 litri d’acqua dando origine ad una “pozione” (a me piace chiamarla “pozione Panoramix) che viene inniettata, sempre in orari notturni all’interno del circuito attraverso un apposita pompetta.

Nel preparare la “pozione” mi sono accorto che nonostante tutta la cura che ci possa mettere nel mescolare il composto il bicarbonato “precipita” sul fondo del contenitore di alimentazione, dunque sono stato costretto ad escluderlo dagli ingredienti ed aggiustare eventuali cadute del pH una volta alla settimana come ho sempre fatto.

Ora il colore delle foglie delle fragole è sempre un verde brillante e i frutti sono saporiti.

fragole dw

fragole e pomodori

ferro e bicarbonato

Dimenticavo … acqua chiara o non chiara i pesci non si vedono lo stesso (a parte tre koi di colore rosso fiammante) perchè si mimetizzano con il fondo scuro del laghetto. L’unico momento in cui possiamo apprezzarne la loro vorace vitalità è quello dei pasti!