Vogliamo darvi conto delle ultime novità mediatiche legate all’acquaponica, entrambe s’incrociano nelle Marche, anche se la prima è una sorta di infarinatura per neofiti, un articolo di divulgazione, mentre la seconda una vera e propria rivista tecnica on line dedicata a chi l’acquaponica la pratica, la capisce e la vuole approfondire.

La prima si sostanzia in un’articolo della rivista “Terra è vita” la prestigiosa testata dell’editrice “Edagricole” che pubblica un articolo intitolato: “Ortaggi e fiori fuori suolo, l’alternativa acquaponica” nel quale si dà conto delle esperienze Agenzia per i Servizi nel Settore Agroalimentare delle Marche (Assam), presso il Centro Agronomico di Jesi (An) con la collaborazione della società Acquacoltura Italia di Osimo.

La seconda riguarda un numero della rivista on line “Aquaponics Mag“, si tratta di una pubblicazione specializzata e al tempo stesso divulgativa che prende in considerazione le mille declinazioni possibili della tecnica acquaponica, con approfondimenti, schemi ed immagini esplicative. E’ in effetti ill secondo numero della rivista, il primo tradotto in italiano per sondare l’interesse dei lettori non “angloabili”.

Presentiamo in anteprima per il lettori del blog l’editoriale del suo giovane editore, Luca Bramucci, anche lui tecnico e formatore di Acquacoltura Italia, consiglio i lettori di scaricare la rivista che abbiamo letto per voi in anteprima … d’altra parte il volontariato di “Akuadulza” non può arrivare dappertutto.

Quello che come associazione ci preme fare osservare è che non esiste un solo modo di fare acquaponica, ci si può dedicare con l’orto dietro casa, si può essere impresa innovativa e sostenibile, si possono sperimentare differenti modi di inclusione sociale o praticare l’agricoltura urbana, si può anche fare un mix di tutto o parte di questo, chiunque con l’acquaponica può segurie la sua vocazione di rispettoso agricoltore itticoltore del nuovo millennio. Del resto anche noi di “Akuadulza” ci siamo avvicinati all’acquaponica seguendo le strade più diverse e le nostre storie lo dimostrano.